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Di fronte ai "giganti" ci vuole coraggio,
l'energia deve rimettersi in moto. La grande smagliatura della
Ticosa attende, paziente, tra le pendici del Monte Croce ed
il tessuto solido della cittā, azioni all'altezza della sua
potenza urbana. Rifiuta il ruolo di "problema da minimizzare
e risolvere" e interpreta una speranza da realizzare per la
comunitā. Per questo č necessario un "progetto urbano" capace
insieme di svelare il collage di fisionomie che la
Ticosa nasconde, e tracciare segni, disegnare figure urbane
che ne rinnovino il senso. E' necessario partire da uno spazio
fisico interno all'area che ospiti il LABORATORIO TICOSA. La prima
azione progettuale si realizza quindi ritornando ad abitare
lo spazio. Molteplici saranno i saperi e le pratiche che si
mescoleranno, contribuendo al lavoro del LABORATORIO. Ogni lavoro
artigiano č l'insieme di saperi pratici, utensili e materiali
a cui dare corpo. Sentiamo l'urgenza di esprimere alcune intenzioni
progettuali che costituiscano il primo blocco da sbozzare e
configurare: un parco urbano č la figura architettonica che
si vuole interprete del carattere del luogo,
capace di superare vincoli, distanze e memorie.
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