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Ecco,
mi è tornato alla mente il Progetto per il Monumento alla
Resistenza della Città di Como, del quale ho trovato gli
appunti architettonici della sua ideazione fatti con amici e colleghi
idealisti, a cavallo tra il '60 e il '70.
Erano, Silvano Cavalleri, Piero Locatelli, Enrico Mantero, Giorgio
Medri ed Eli Riva. Il Concorso non prevedeva un "sito"
un luogo "deputato". Pensammo, allora, che era un compito,
della nostra cultura di umanisti-creatori per portare nella città
il rituale civile della Resistenza della "storica" resistenza
per la difesa delle istituzioni democratiche da poco riconquistate.
Idealmente per noi, il luogo deputato a questo "rituale culturale",
nel senso della storia della Nova Comum, era il sistema difensivo
delle Mura delle Torri, dei Rivellini, delle Porte, dei Fossati,
figure tutte presenti nelle Città Storiche della Democrazia
Territoriale Regionale. Consapevoli del valore della "memoria
collettiva", abbracciamo un brano del sistema delle Torri/Mura
nel suo lato est-ovest soffermandoci sotto la Grande Mole della
Porta Torre, luogo abitato, monumento usato dalle attività
della "cultura difensiva" urbana. Pensammo che il Monumento
fosse anch'esso la testimonianza di un "gesto" tramite
un manufatto alto come le Mura: un grande "rampone" che
da terra alla parete della Torre testimoniasse l'inutile attacco
dall'esterno. Il rampone era allineato lungo il tratto oggi demolito
delle mura per la creazione delle Scuole Medie di via Cesare Cantù.
Il Motto del Progetto era: "GOTT-MIT-UNS" che, nella protervia
incivile nazifascista voleva dire ....per farsi forti....: "Dio
è con noi" e ciò, infine nella
banale e presuntuosa logica di coloro per i quali basta intendersi
a parole e non a fatti per sottacere fatti ed eventi che ne conseguono.
Io sono perché ci si intenda in primis sui fatti consapevoli
della memoria collettiva, dei suoi valori e.... non si navighi con
Parole... nel vuoto come bene ebbe a dire uno tra i nostri Maestri:
Adolf Loos, nel 1924 proprio a proposito degli spropositi culturali
sul destino dei manufatti e dei tracciati della Città Storica.
Il Progetto era tutto.... qui.... però è stata la
pietra di una genesi di studi sui possibili destini, per una nuova
funzionalità sociale, del Sistema MURA/TORRI e preesistenze
limitrofe al fine, come è stato per Lucca di mettere in atto
un Restauro (a partire dai fondamenti di Luca Beltrami, che sostennero
il restauro del Castello di Milano) che attribuisce ruoli, in funzione
dell'espansione urbana avvenuta negli ultimi secoli, all'osmosi
tra CITTA' MURATA e CONTESTO esterno. Tesi di Laurea, frutto di
questi studi e dimostrative progettualmente di questi nuovi eventi
furono presentati da me in Facoltà negli anni '80. In seguito,
grazie al coordinamento tra il Centro Volta ed il Municipio, si
conclusero in un progetto con destinazione Museale delle Torri e
Mura sul lato est - ovest ed in particolare in fase esecutiva per
la TORRE. Oggi abbiamo un fiume di parole apparse sulla stampa ed
è tra queste che ho letto sul "Corrierino", così
amo chiamarlo: la TORRE non si TOCCA! La Torre aspetta che siano
rimessi gli antichi solai per non far cadere i massi dagli incavi
delle travi ancora perfettamente presenti ad ogni piano.Il cittadino
sa, che una casa completamente vuota e senza tetto è... pericolosa.
L'architetto sa che deve essere riportata al suo equilibrio statico
perché possa rinascere. Chi amministra ha dimostrato di sapere
che questa prassi "costi e benefici" è, come suo
epilogo, "logica" se i benefici sono ridati ai cittadini,
all'uso della loro cultura collettiva. Ecco queste non sono parole
nel .... vuoto, la "parola" quindi è ritornata
a riacquistare la sua forza esplicativa del reale.
Enrico
Mantero
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