LIBRI     

 

"Tutto il tuo paziente ricercare risulta tessuto da un filo tenace di riferimento e di ispirazione: quello del Razionalismo "costruttore di città, e soprattutto di quel suo ceppo comasco - terragniano che ha intersecato anphe la poetica di tuo padre Gianni, al quale sei sempre stato anche intellettualmente devoto. Un filo tenace che ha personalizzato il tuo stesso modo di progettare per blocchi sapien-temente scavati, dove la memoria della irrealizzata e diletta Cortesella terragniana diventava termine di riscontro di un'identità antica protratta nella cultura della modernità. E quindi con un timbro situabile, più che nella geometria purista degli astrattisti comaschi e svizzeri, in quella plastica densità lombarda che scorre da Sironi a Morlotti. Seguendo una innata maestria costruttiva (appunto, da figlio d'arte), dietro l'atteggiamento che talvolta poteva apparirè anche sognante ed esitante, eri invece molto selettivo nel cogliere le connessioni che potessero motivare idealmente il tuo lavoro tra città e architettura, come progettista e in-segnante. E questa curante pacatezza, pur senza ombra di remissività, ha conquistato stima e popolarità tra gli allievi stimolati dalla tua disponibilità ad incoraggiarne ogni individuale, anche latente, valenza creativa."
(dalla prefazione di Guido Canella)

Enrico Mantero (1934-2001), allievo di Ernesto Nathan Rogers, a partire dagli anni Sessanta ha insegnato Composizione Architettonica al Politecnico di Milano, dove è stato anche direttore del Dipartimento di Progettazione dell'Architettura. Ha scritto importanti saggi sull'architettura italiana, tra cui Giuseppe Terragni e la città del razionalismo italiano (Bari 1969) e Il Razionalismo italiano (Bologna 1984). Progettista di numerosi edifici pubblici e privati, ha intrecciato l'attività didattica e di ricerca con la verifica sperimentale condotta sia sulla scena internazionale, sia nello specifico contesto comacino, dove viveva e lavorava.


 
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